Tanti disoccupati da Covid fanno domanda per l’inserimento nelle graduatorie d’istituto Ata

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I dati Istat ci dicono che 300 mila lavoratori hanno perso il posto nel 2020, con un’altissima percentuale di donne: ora si scopre che tanti di loro stanno cercando di trovare una nuova occupazione anche nella scuola, presentando domanda di inserimento nella terza fascia delle graduatorie d’istituto del personale amministrativo, tecnico e a vario titolo facente parte degli Ata.

Nei primi dieci giorni di presentazione delle candidature, infatti, risulta una percentuale decisamente maggiore di nuovi potenziali supplenti, pure con un’età media piuttosto avanzata rispetto al passato. Circa la metà risultano dei nuovi inserimenti.

C’è tempo fino al 22 aprile per inviare titoli e servizi utili all’inserimento, oltre che all’aggiornamento della propria posizione: rimangono confermate le tante incongruenze presenti nel bando e anche la possibilità di presentare ricorsi Anief.

“Tra le contraddizioni della procedura – dice Marcello Pacifico, leader Anief – spicca il mancato inserimento dei candidati con la licenza di scuola media, nonostante le recenti norme abbiano consentito pure l’immissione in ruolo nei profili di collaboratore scolastico da parte del personale delle cooperative solo con la cosiddetta ‘terza media’”.

Anief ricorda che è lunga la lista dei profili professionali per i quali si potrà presentare domanda: assistente amministrativo, assistente tecnico, collaboratore scolastico, cuoco, infermiere, guardarobiere, addetto alle aziende agrarie. Anche chi si inserisce per la prima volta nelle graduatorie dovrà utilizzare il sistema Istanze Online e procurarsi lo SPID per fornire la propria identità digitale.

In occasione delle domande di nuovo inserimento o di aggiornamento, Anief ricorda che ha attivato sportelli straordinari nazionali presso le singole sedi territoriali, in presenza o a distanza (su prenotazione), per una consulenza gratuita per i propri associati per la compilazione della domanda relativa alla terza fascia delle graduatorie Ata di istituto e l’attivazione dello SPID, laddove necessario.

Una delle conseguenze del Covid19 è anche l’interesse particolare a lavorare nella scuola. Anche come supplenti. Anche a seguito dell’alto numero di cittadini che hanno perso il lavoro, quest’anno sono previste non meno di 150-200 mila nuove richieste, sulla base dell’ultimo decreto ministeriale, il n. 50 del 3 marzo 2021: un decreto che, seguendo la procedura predisposta dal ministero dell’Istruzione, porterà a ricomporre tutte le graduatorie delle scuole, che verranno poi utilizzate per le supplenze del triennio 2021/23.

LE LAMENTELE

Anief reputa però discriminante la possibilità concreta data agli ex Lsu di diventare collaboratori scolastici di ruolo, mentre ora con lo stesso titolo, la terza media, si nega ai candidati di fare le supplenze. Come non si comprende l’esclusione di chi sta per conseguire un diploma di scuola secondaria o di qualifica triennale professionale. A subire un danno è anche chi ha prestato servizio nelle scuole paritarie, nel sistema d’istruzione Ifp e nelle scuole comunali: per Anief, quindi, la tabella di valutazione dei titoli va necessariamente rivista.

Sempre per chi vuole fare oggi il collaboratore scolastico non viene valutata nemmeno l’idoneità a un concorso. “Si tratta di scelte dell’amministrazione chiaramente sbagliate che non possiamo accettare che vanno portate dal giudice per fare annullare quella parte del decreto che non le prevede”, spiega il presidente Anief Marcello Pacifico. “Come mancano le valutazioni per i master, i perfezionamenti, il dottorato di ricerca conseguito, persino del diploma di laurea e del servizio militare e civile prestato non in costanza di nomina per il profilo di collaboratore scolastico. Tutte questioni che hanno trovato già un riconoscimento in via di diritto. Per questo abbiamo avviato i ricorsi con i ricorrenti che saranno seguiti dai legali Anief”.

I RICORSI

L’ufficio legale del sindacato Anief ha sciolto le riserve in merito al ricorso da attivare per far valutare come titolo di accesso la licenza di scuola media. Il ricorso mira a garantire la parità di trattamento tra tutti i cittadini nell’accesso alla Pubblica Amministrazione scolastica, vista la recente norma che ha autorizzato quasi 12mila immissioni in ruolo di collaboratori scolastici che hanno prestato servizio negli ultimi 10 anni nelle cooperative con questo stesso titolo a dispetto della sequenza contrattuale del 2008 richiamata dal decreto ministeriale n. 50 del 3 marzo 2021 che disciplina l’aggiornamento e il nuovo inserimento nelle graduatorie Ata di III fascia.

Tra le vertenze proposte si segnala la necessità di ricorrere per chi presenta la domanda telematica e vuole ottenere il riconoscimento del diritto alla stipula dei contratti per i candidati inseriti con riserva in attesa del riconoscimento del titolo conseguito all’estero da parte dell’amministrazione, e il riconoscimento del punteggio di servizio dichiarato dall’Amministrazione come “svolto di fatto e non di diritto” per successiva correzione del punteggio in assenza, ovviamente, di dichiarazioni mendaci, a seguito di riformulazione delle vecchie graduatorie.

Diversi sono i ricorsi attivati per le richieste di annullamento della tabelle valutazione titoli: per la valutazione per intero del servizio svolto nelle scuole paritarie, per quello svolto nelle scuole comunali oppure nei percorsi regionali di istruzione e formazione professionale (IeFp) come ribadito da alcune sentenze.

Possibile ricorrere, anche, per la valutazione del diploma di laurea nel profilo CS e del punteggio per l’idoneità nei concorsi pubblici sempre per il profilo di collaboratore scolastico; specifici ricorsi, anche, per la valutazione del dottorato di ricerca, dei master e dei diplomi di perfezionamento per tutti i profili professionali.

Discriminante, inoltre, appare la svalutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina, per cui i legali Anief procederanno con lo specifico ricorso avverso la differente valutazione rispetto al servizio militare svolto in costanza di rapporto di lavoro con il Ministero dell’Istruzione. Si ricorda che risulta necessario per aderire ai ricorsi dichiarare i titoli non valutati all’atto della domanda seguendo puntualmente le istruzioni indicate da Anief nella scheda del ricorso.

Nei prossimi giorni, l’ufficio legale del sindacato scioglierà le riserve anche per quanto riguarda tutte quelle segnalazioni ricevute e relative alla non omogenea valutazione di alcuni titoli culturali per il personale afferente allo stesso profilo professionale.

Per aderire ai ricorsi, risulta fondamentale presentare la domanda telematica o cartacea (qualora non sia possibile l’invio per via telematica e per i soli ricorsi relativi all’accesso con la licenza media o in attesa di conseguimento del titolo di diploma/qualifica professionale) e dichiarare tutti i titoli di accesso e culturali di cui si chiede la valutazione seguendo le specifiche indicazioni dell’Ufficio Legale Anief reperibili nelle schede dei singoli ricorsi.

I ricorsi, infatti, saranno presentati presso il Tar Lazio per la violazione degli aspetti di macro organizzazione e per la discrezionalità operata dall’amministrazione.

Fonte: comunicato stampa Anief

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