Suor Anna Monia Alfieri scrive agli studenti per la maturità

suor anna monia alfieri

L’esame di maturità come una prova per affrontare il futuro: Suor Anna Monia Alfieri, giurista esperta di politiche scolastiche e delegata SCUOLA Usmi presso la Cei, scrive attraverso l’Adnkronos ai maturandi perché affrontino questo esame con tranquillità e fiducia.

“Carissimi giovani, fra qualche giorno vi misurerete con gli Esami di Stato.

Certamente l’esame ha sempre fatto paura a tutte le generazioni di studenti e così è per voi oggi. Direte: siamo la generazione degli sfortunati, due anni di SCUOLA in Dad e con l’aggiunta, quest’anno, del curriculum dello studente, una novità che ha destato qualche polemica. – scrive Suor Anna Monia Alfieri.

Lo sappiamo: la SCUOLA Secondaria di 2° Grado è stata quella più penalizzata, dal momento che, allo scopo di contrastare la diffusione del Covid, si è scelto, già dalla metà dello scorso ottobre, di attivare la Dad; a questa decisione vanno poi aggiunte le sospensioni della didattica in presenza per le diverse quarantene”.

“Dobbiamo, però, anche guardare agli aspetti positivi: da una parte, l’ammissione, quest’anno, non era scontata e, dall’altra, nessuno si senta sminuito, l’Esame con le prove scritte era tutta un’altra cosa. Credetemi, voi siete fortunati, rispetto ai vostri compagni dello scorso anno, rispetto a quella pioggia di 100/100 che è stata un tradimento nei confronti del lavoro serio di tantissimi studenti con i loro docenti. – sottolinea ancora Suon Anna Monia Alfieri.

Guardate con gratitudine a quegli adulti che vi consentono di pensare, di approfondire, di misurarvi con le vostre paure, le vostre tensioni. L’esame di Maturità, consentitemi di chiamarlo ancora così e sarebbe bello tornare ufficialmente a questo nome, è una prova generale di come un giorno affronterete la vita, un colloquio di lavoro, un incontro, un confronto, il primo e il secondo amore. Rifuggite da chi vi spiana la strada e vi vuole rendere degli inetti facilmente manipolabili”. Fiducia e onestà. A questo si appella Suor Anna Monia Alfieri continuando a parlare agli studenti.

Carissimi, abbiate fiducia nei vostri docenti interni che, conoscendovi, sapranno valutarvi per il vostro percorso e non saranno mossi da altri interessi; ricordatevi che sia il 60 come il 100 saranno una valutazione delle vostre conoscenze e competenze, non una valutazione delle vostre persone. Vi auguro che sia un risultato conseguito in modo onesto, perché aiuterà voi per primi ad orientarvi”.

“Occorre sapere, conoscere per orientarsi nella vita. Meglio conoscere i proprio punti fragili per potenziarli. Non credete? La vita è una ed è una sola, vi auguro di viverla in pienezza, da persone libere che hanno un pensiero critico, non influenzabile dal burattinaio di turno. – sottolinea ancora Suon Anna Monia Alfieri – Vi auguro che quel senso di frustrazione, a fronte di una prova d’esame e di un risultato che non vi hanno soddisfatti (e magari vedrete il solito raccomandato superarvi ancora una volta) sia trasformato in una occasione di riscatto. Non verrete valutati per quello che sapete ma per come sapete utilizzare le conoscenze apprese a beneficio vostro e della comunità nella quale siete inseriti. Del resto, a questo serve la SCUOLA”.

“Cari giovani, questo esame in presenza vi lascerà la sensazione delle mani sudate, il profumo del caffè al bar vicino, le bottigliette d’acqua, quei sapori e quei profumi che, credetemi, io ricordo ancora a distanza di anni. E, quando nella vita avrete la sensazione di non farcela, la notte sognerete di non esservi ancora diplomati o laureati: vi sveglierete all’improvviso, felici però al pensiero che invece ce l’avete fatta.

Vi confesso che io mi dico sempre: ‘Se ce l’ho fatta quella volta, ce la posso fare ancora stavolta!’. – conclude Suor Anna Monia Alfieri – Poi festeggiate, certamente, ma in modo misurato, senza eccessi, e non solo perché la movida è un guaio per il Covid ma perché nella misura c’è sempre la perfezione. Penso a voi come alla generazione delle tre C: Coraggio, Competenza, Credibilità. Cari maturandi, siete pronti ad accettare la sfida?”.

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