Scuole aperte d’estate: cosa accadrà davvero a giugno

Scuole aperte d’estate. Cosa significa davvero? “Si tratta di un’opportunita’ in piu’ per i ragazzi che va sfruttata all’interno delle regole che ci sono sull’autonomia scolastica. Quando ci sono opportunita’ in piu’ non bisogna mai rifiutarle. Non si tratta di un allungamento del calendario scolastico. Non stiamo parlando di lezioni, quindi non competono al personale scolastico che ha lavorato gia’ durante l’anno”. Lo ha detto all’AGI Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, facendo riferimento all’ipotesi di un apertura durante l’estate delle scuole italiane per svolgere attivita’ ricreative e di socializzazione e non didattiche. Giannelli ha spiegato che “possono essere coinvolti altri soggetti provenienti dagli enti locali o gli stessi insegnanti, ma su base volontaria e pagati naturalmente a parte”.

Il progetto, tra l’altro, “non e’ un’idea nuova – ha sottolineato il presidente Anp – ma ricalca quella dei patti territoriali, lanciata gia’ da qualche tempo e che si e’ riusciti a realizzare solo in qualche parte del Paese, prevalentemente al Nord. Si tratta sostanzialmente di vedere la scuola come una sorta di centro di socialita’ per svolgere attivita’ di socializzazione ben progettate in cui i ragazzi possono essere coinvolti sotto la guida di adulti. Questa e’ l’idea di fondo: coinvolgere gli studenti durante la lunga pausa estiva in attivita’ utili per il loro sviluppo e per la socializzazione che in questa fase pandemica e’ particolarmente mancata”.

Per quanto riguarda il problema delle alte temperature in alcune citta’ italiane durante i mesi estivi, Giannelli ha detto che “il problema del clima esiste, per questo sono attivita’ che vanno valutate caso per caso. Non bisogna mai pensare che le soluzioni per il sistema scolastico siano rigide e da adottare allo stesso modo in tutte le scuole. Gli istituti hanno una loro autonomia, quindi ognuno decidera’ cosa fare e come farlo”.

Scuole aperte d’estate: il parere di Rino Di Meglio

“Non siamo contrari, dal momento che si parla di attivita’ di socializzazione su base volontaria dei ragazzi e degli insegnanti. Il fine della socializzazione e del mantenere un rapporto con i ragazzi e’ condivisibile. Diverso sarebbe stato continuare a tenere aperte le scuole per i recuperi. In questo caso non si parla di recuperi ma di attivita’ non scolastiche”.

Lo ha dichiarato all’AGI Rino Di Meglio, coordinatore nazionale Gilda degli insegnanti, facendo riferimento all’ipotesi di un apertura durante l’estate delle scuole italiane per svolgere attivita’ ricreative e di socializzazione e non didattiche. “Ovviamente – ha aggiunto – bisogna capire quanto tutto cio’ si potra’ attuare, sia per la disponibilita’ della scuola sia per l’andamento della pandemia. Se dovesse esserci una curva di contagi come quella attuale, il progetto e’ lodevole ma rischia di rimanere sulla carta”.

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