Patrizio Bianchi, chi è il futuro ministro della scuola (con un cv di 20 pagine) del governo Draghi

patrizio bianchi

Patrizio Bianchi già assoluto protagonista di questa giornata. A meno di 24 ore dal nome di Mario Draghi come possibile leader di un futuro governo tecnico, è già partito il toto nomi, soprattutto per quel che riguarda il ministero dell’Istruzione. Bianchi, docente universitario stimato, sembra essere al momento quello in pole position per ricoprire la poltrona di viale Trastevere.

Chi è Patrizio Bianchi?

Classe 1952, Patrizio Bianchi è Professore Ordinario di Economia e Politica Industriale, SSD.SECS/P06 Economia Applicata, presso l’Università di Ferrara, dove è stato Rettore dal 2004 al 2010. E’ stato Assessore della Regione Emilia Romagna con deleghe a Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro.

Nella sua lunga carriera accademica e professionale Patrizio Bianchi ha sempre coniugato una rigorosa ricerca scientifica sui fondamenti della produzione ed innovazione industriale con l’assunzione diretta di responsabilità nella gestione di enti ed istituzioni pubbliche e private rivolti alla formulazione, programmazione ed attuazione di politiche per l’educazione e la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo.

Formatosi alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna con Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio, si è perfezionato alla London School of Economics con Basil Yamey, percorrendo un’intensa carriera accademica, fino al ruolo di professore ordinario nel 1989 e di Rettore dell’Università di Ferrara(2004) e di Presidente della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (2007).

Noto a livello internazionale

Noto a livello internazionale per i suoi studi sulle politiche industriali, alla carriera accademica ha aggiunto una comprovata esperienza professionale, sia in ambito internazionale che nazionale. Ha svolto il ruolo di advisor ed ha gestito progetti di ricerca per istituzioni europee ed internazionali, quali Commissione europea, UNIDO (Organizazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale, CEPAL, IDB-Interamerican Development Bank, UNESCO, in particolare per lo sviluppo industriale e l’innovazione di cluster di piccole e medie imprese. Ha svolto inoltre consulenza per l’analisi e l’indirizzo dei sistemi formativi e di ricerca, per diversi governi nazionali,
fra cui la Repubblica Popolare Cinese.

A livello nazionale, è stato Segretario del Piano nazionale per la ristrutturazione dell’industria dell’automobile, volto al finanziamento dei processi di trasformazione tecnologica e sviluppo competitivo del settore, Responsabile scientifico del Laboratorio di politica industriale di Nomisma, membro del Consiglio di Amministrazione dell’IRI che porta a termine la più ampia privatizzazione di imprese partecipate dallo Stato realizzata in Europa. In qualità di Presidente di Sviluppo Italia, l’agenzia di sviluppo nazionale, gestisce la fusione in un’unica agenzia, oggi Invitalia, delle otto agenzie di sviluppo operanti nel Mezzogiorno.

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“Approfittiamo dell’emergenza covid per risolvere i vecchi problemi della scuola che è fondamentale per tirar via il paese dalle secche della bassa crescita. E il governo approfitti della nuova impostazione europea: Bruxelles non ci chiede tagli, come nel 2011, ma riforme per lo sviluppo. E allora: come dice Gentiloni in riferimento all’uso delle risorse del recovery fund, 380 progetti non sono un piano. Un piano è una visione: significa dare al paese l’idea che, al di là delle regole sanitarie, vi è una strategia di sviluppo equo e solidale…”. Così Patrizio Bianchi durante la pandemia 2020.

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