Organici scuola: riparte la stagione dei tagli

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Iniziano ad arrivare le informazioni sugli organici per il prossimo anno scolastico. Quegli organici sulla base dei quali si effettueranno le immissioni in ruolo 2021/22, ma anche le operazioni di mobilità.

Quali sono le prospettive per il prossimo anno scolastico?

Non sono previsti aumenti di organico per i posti comuni, ma ci sarà la riduzione di 486 posti di ITP e di 164 posti di insegnamento negli istituti professionali. Aumentano di 1000 unità i posti di potenziamento e di 5000 unità i posti di sostegno. Naturalmente in tutt’Italia e per tutti gli ordini di scuola.

La stabilizzazione del precariato, la riduzione del numero di alunni per classe, la valorizzazione dell’istruzione professionale, la qualità della didattica, la sicurezza nelle scuole sono temi che anche questo governo ama agitare senza che siano seguite da fatti concreti e soluzioni reali.

I precari hanno dovuto affrontare un concorso farsa in piena pandemia, attendono gli esiti e il destino delle altre due procedure concorsuali (quella abilitante e l’ordinario), ma i numeri sono impietosi: chi supera le prove verrà immesso in ruolo? In particolare in quelle regioni che ancora hanno numeri importanti nelle GaE e nelle graduatorie dei vecchi concorsi?

La pandemia ha evidenziato le necessità di cui USB Scuola parla da anni

La necessità di spazi più idonei, da ottenere in primo luogo con l’eliminazione delle “classi pollaio”: 28-30 alunni/studenti ammassati non solo non possono vivere in condizioni di sicurezza, ma soprattutto, non possono realmente apprendere.

La necessità di stabilizzare il personale precario, docente e ATA, e di aumentare l’organico complessivo per assicurare il diritto allo studio e il diritto alla salute di ogni alunno/studente e il diritto al lavoro di chi da anni consente l’apertura delle scuole.

La necessità di insegnanti di sostegno specializzati e di ruolo, che possano lavorare con continuità e con un rapporto insegnante/alunno che non superi mai 1:2.

La restituzione di dignità ai percorsi di istruzione professionale, con un miglioramento ed un incremento delle discipline umanistiche, che invece vengono continuamente tagliate e delle attività di laboratorio, massacrate nel 2008 dall’allora ministro Gelmini al fine (ormai acclarato dai fatti) di creare un bacino di manodopera a costo zero tramite l’Alternanza Scuola Lavoro (oggi PCTO).

La possibilità di una mobilità su tutti i posti disponibili, per consentire ai docenti spediti a migliaia di chilometri di distanza dalle loro famiglie, di tornare nelle province dove hanno prestato anche decenni di servizio.

L’eliminazione del vincolo quinquennale di permanenza per i neoassunti, che reputiamo anticostituzionale, oltre che frustrante e umiliante per la figura professionale stessa.

Pessimo l’avvio del ministero Bianchi e del governo Draghi. Peggiore l’atteggiamento dei sindacati complici, che USB Scuola continuerà a indicare come corresponsabili della situazione che stiamo vivendo, così come continuerà a portare avanti le proprie istanze, che sono le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori della Scuola in ogni sede e con ogni mezzo necessario.

Al fine di approfondire questi argomenti, USB Scuola terrà una assemblea telematica il 25 marzo dalle 16.30. Prossimamente indicheremo i dettagli.

Fonte: comunicato stampa USB Scuola

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