Le ferie dei docenti bloccano i recuperi estivi degli alunni?

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Il recupero delle lezioni non svolte in classe, attraverso delle lezioni ad hoc da organizzare a fine anno scolastico, sarebbe ostacolato dalla fruizione delle ferie che gli insegnanti dovranno fruire obbligatoriamente tra luglio e agosto. E i dirigenti scolastici sarebbero impotenti di fonte a questo.

Lo scrive oggi Il Sole 24 Ore, sostenendo che i 32 giorni di ferie previsti dal contratto, assieme a delle supposte “rigidità” renderebbero “difficile il ritorno in aula dopo la fine dell’anno.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “quella dei corsi estivi non è una questione di potere, ma di opportunità e di rispetto delle norme. Noi, del resto, lo abbiamo detto sempre detto: la didattica a distanza non può sostituire a quella in presenza, ma sempre attività lavorativa è stata. Comunque, se ci sono dei recuperi devono essere gli organi collegiali a programmarli, e per questo devono essere mirati a garantire i recuperi quell’8% degli studenti che comunque non ha usufruito della dad”.

L’insegnante è a disposizione se non è in ferie, ma deve rientrare solo per attività programmate a inizio anno. La specifica odierna del Sole 24 Ore mette in luce che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sta “ancora approfondendo il dossier” dei recuperi, ma “occorre fare un passo indietro, e ricordare quanto avvenuto a settembre 2020, quando dovevano svolgersi i corsi di recupero degli apprendimenti previsti da Lucia Azzolina, la prima a parlare (e a investire risorse) sui “ristori formativi”, dopo l’arrivo della pandemia, con le scuole chiuse dal 5 marzo e fine a fine anno”.

NON C’È OBBLIGO

“Ebbene – continua il quotidiano economico -, nonostante questi corsi fossero stati normati da una legge, il dl 22 del 2020, articolo 2, comma 1 lettera a, e qualificati come «attività ordinaria», e quindi non retribuiti fino all’avvio delle lezioni (dopo potevano essere pagati come impegno aggiuntivo dei docenti attraverso le risorse del fondo d’istituto) in larghissima parte non sono stati fatti partire. La ragione? La mancata obbligatorietà per gli insegnanti, così come prevista nel Ccnl. Uno stesso copione rischia di ripetersi ora quando da domani praticamente 9 studenti su 10 torneranno alle lezioni da remoto, acuendo disagi su disagi”.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

Marcello Pacifico, presidente Anief, riorda che “dentro le scuole ci sono pure le risorse umane: lo scorso mese di settembre scorso i recuperi si erano svolti, ma servono oggi come allora risorse aggiuntive. E poi bisogna pensare al prossimo anno. Entro fine mese ci deve essere un piano per ripristinare 15 mila plessi dismessi negli ultimi anni, entro agosto devono essere messi in sicurezza. E dinanzi ai nuovi parametri al 100% in presenza, rispetto al distaccamento, e alle migliaia di nuovi classi bisogna prevedere a a un piano straordinario di reclutamento degli attuali precari storici utilizzati da anni dallo Stato italiano, tutti sistematicamente licenziati per poi essere riassunti a tempo determinato all’occorrenza”.

Fonte: comunicato stampa Anief

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