La vostra scuola d’estate è solo propaganda politica

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“La scuola d’estate non è scuola. E’ un’operazione politica. Propaganda elettorale. Un modo per rispondere ad esigenze di narrazione”, tanto che è stata predisposta “senza un adeguato investimento di risorse, fondamentali in un comparto indispensabile per il Paese”; o ignorando interventi necessari come quelli “di restauro degli edifici, che andrebbero fatti a luglio ed agosto e che sarà impossibile invece effettuare a scuole aperte; o sottovalutando che per l’infanzia non ci sono mai stati corsi di recupero, e che se si dovranno fare, andrà definita l’offerta formativa; o trascurando che andrà rivisto il piano ferie del personale Ata, perché anche i bidelli dovranno andare in vacanza”.

Ne parla con l’Adnkronos Pino Turi, segretario generale di Uil SCUOLA, che sollecita: “Chi ha pensato al fatto che il 30 giugno 140mila supplenti saranno licenziati insieme a 10mila addetti Ata ma non saranno riassumibili pur se volontari nella SCUOLA d’estate?”

Personale in meno tra l’altro in aumento a settembre quando, secondo stime Uil, “saranno licenziati altri 66.654 supplenti e 15mila addetti Ata il 31 agosto”.

In un quadro “tutto da vedere di 510 mln di fondi messi a disposizione dal Governo, Pon Inclusi: ma chi li chiederà? E per cosa? La partecipazione è opzionale e tra l’altro le risorse sono limitate”, rileva il sindacalista.

Senza contare i 320mln di euro di Pon, si tratta infatti presumibilmente di circa 24mila euro per SCUOLA con cui pagare il personale ed implementare i progetti, provenienti dal decreto sostegni e dalla legge 440 (che destina 40 mln) per un totale di 190 mln “con cui pensare anche ai dispositivi di sicurezza come sanificatori dell’aria ed altro necessari adesso e a settembre – ricorda il segretario dell Uil – Ma nessuno ha dato indicazioni precise ai Dirigenti che devono solo registrare la capacità di acquistare, cosa che non fanno perché non sanno cosa comprare. Sarebbe stato meglio – rileva – se gli acquisti fossero gestiti dal commissario straordinario come per i banchi”.

“Il Piano estate è uno spot elettorale per alleviare le famiglie. Le risorse non sono significative. Probabilmente per il primo ciclo ci saranno molto più richieste visto lo spirito socio-assistenziale del Piano, che per le secondarie superiori dove per il tipo di attività finanziabili con questo quantitativo di fondi, non credo ci sarà una grossa risposta da parte dei ragazzi”.

Perché? “I progetti buoni costano e necessitano di programmazione – risponde – Con il Piano Estate tentano di introdurre un elemento normativo sperimentale su base volontaria, ma il problema è capire cosa si vuole realizzare: questa è una pezza, un grosso spot elettorale. Possiamo apprezzare la buona volontà del Governo ma oltre a questo – conclude Turi – non si riesce a vedere niente di particolare. Dovremmo concentrarci su settembre: con 230mila precari difficilmente ricominceremo”.

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