La vice ministra Ascani gela Conte: “Inutile riaprire la scuola prima di Natale se poi dobbiamo richiuderla”

giuseppe conte politica scuola

“Credo che più degli annunci servano i fatti”. Non usa mezze parole la vice ministra dell’Istruzione Anna Ascani per commentare l’uscita a sorpresa del premier Conte, ospite ieri sera in tv da Lilli Gruber, su una possibile riapertura delle scuole superiori prima di Natale.

La plenipotenziaria della scuola per il Pd, intervistata da Rai3, mette in fila e in chiaro tutti i suoi dubbi e quelli dei suoi compagni di partito, da Franceschini a Boccia a Zingaretti, che da tempo hanno tirato il freno a mano sul dossier scuola. “Stiamo lavorando per risolvere le criticità prima possibile. La riapertura può avvenire non appena abbiamo un sistema che è in grado di reggere – ha sottolineato Ascani – perché non possiamo davvero permetterci di riaprire sotto la giusta spinta degli studenti e delle famiglie e poi però non riuscire a reggere. Noi dobbiamo riaprire e tenere aperto”.

Le criticità cui fa riferimento Ascani sono note: in testa c’è il nodo dei trasporti, seguito dalla questione dei tamponi veloci (prima della chiusura, le scuole erano di fatto già semiparalizzate dalla lentezza del sistema di tracciamento dei contatti e dalle quarantene di docenti e studenti) e, ultimo ma non ultimo, il problema dei buchi in organico: in molte scuole mancano ancora i docenti titolari della materia che dovevano arrivare a settembre ma sono rimasti appesi alle nuove graduatorie provinciali piene di errori.

I dubbi dei presidi

I dubbi di Ascani sono gli stessi espressi a più riprese dai sindacati e dalle associazioni di categoria, presidi e insegnanti in testa. Il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli lo ha detto con rara chiarezza: “Meglio una Dad fatta bene che una didattica in presenza per finta. Le posizioni massimaliste, ideologiche e preconcette non sono molto utili. Non dobbiamo fare i tifosi della scuola aperta comunque e quelli della scuola chiusa comunque. Sono luoghi comuni inutili. Il punto è che la scuola si sta facendo a distanza perché sono mancate alcune condizioni: i trasporti non sono stati in grado di…, sistema sanitario non è stato in grado di… e regole interne al sistema di istruzione non consentono di trovare supplenti nella misura in cui servono”.

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