Gabriele Dimaggio, il piccolo prodigio che spiega la matematica agli studenti universitari

gabriele dimaggio

A soli 13 anni è diventato un fenomeno su YouTube perchè Gabriele Dimaggio è in grado di spiegare la matematica a livello universitario senza problemi.

In una lunga intervista rilasciata a VivereSmart ha esordito dicendo di aver “iniziato ad approfondire concetti matematici quando avevo più o meno 8 anni, e poi più in là ho iniziato ad interessarmi anche di fisica. Ho iniziato a leggere libri divulgativi a partire dal libro “L’universo Elegante” che tratta i temi dello stringhismo, successivamente tramite mio padre (un ingegnere chimico) ho iniziato a studiare altri libri.

Dopo un anno i libri non mi saziavano più e volevo iniziare a studiare fisica, una cosa abbastanza difficile non avendo alcuna base matematica. Così ho intrapreso studi di matematica a partire dal programma delle medie, studiando da internet e creando dei quaderni di appunti molto ordinati da cui adesso posso attingere per studiare.

Questo lo devo soprattutto a mia madre, che mi ha seguito sin da piccolo, ed in generale ringrazio sempre i miei genitori che non mi hanno mai posto barriere e mi hanno sempre permesso di esprimere i miei interessi e le mie passioni senza soffocarmi”.

Il suo canale conta quasi 12 mila iscritti, un successo davvero record per il piccolo ragazzino pugliese destinato a diventare un brillante cervello del nostro Paese.

Il piccolo Gabriele Dimaggio ha anche interessi comuni ai suoi coetanei: “Ho sempre praticato sport, in particolare nuoto, e ad undici anni ho iniziato a suonare il piano scoprendo una grande passione per la musica. Poi circa un anno fa ho iniziato a praticare Calisthenics, uno sport atletico, ed amo passare il mio tempo risolvendo i Cubi di Rubik o giocando a scacchi, anche se a livello amatoriale”.

E cosa penseranno mai gli insegnanti? “Loro ne sono da sempre a conoscenza, anche se alle elementari non era una cosa molto apprezzata da compagi e maestre, che hanno sviluppato una certa antipatia nei miei confronti.

Alle medie invece questa cosa è stata ben accolta anche se molti professori ignorano proprio questa mia passione, soprattutto la mia insegnante di italiano che dice che dovrei proteggere questa mia passione”.

 

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