Bianchi sotto attacco: al G20 ha avuto il coraggio di dire che la scuola italiana è vicina alla perfezione

patrizio bianchi ministro istruzione governo draghi

“Al G20 di Catania, il Ministro Bianchi ha parlato di una scuola vicina alla PERFEZIONE, tranne che per il trasporto degli studenti, che limiterebbe la loro presenza in classe e la sicurezza. Ci spiace disilludere il rappresentante del Governo ma la Scuola necessita di tanto altro”.

Lo dichiarano le deputate di Fratelli d’Italia, Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabili dei Dipartimenti Scuola e Istruzione. ”Si faccia un giro nelle scuole italiane – proseguono le due parlamentari- veda con i suoi occhi le ‘classi pollaio’, e capirà, il ministro, che non sono solo i trasporti l’unica carenza, ma soprattutto l’organico. Un organico per la cui ‘messa a punto’ basterebbe la stabilizzazione dei precari che un giorno sì e uno no, scendono in piazza.

“Ma saranno piazze, anche quelle come le aule scolastiche assiepate, lontane dagli occhi del ministro Bianchi. Lui che continua a parlare di bassa natalità senza aver mai fatto nulla per eliminare provvedimenti lesivi dei diritti sulla famiglia- ne è prova la negata assegnazione provvisoria o la mobilità straordinaria ai docenti – verifichi in prima persona le vere pecche della scuola”.

Qualche settimana fa intervistato da Fanpage.it Bianchi ha detto “Faccio un bilancio positivo, perché di fronte ad una emergenza globale, a qualcosa che non avevamo mai visto prima, la nostra SCUOLA ha reagito. E ha reagito anche con capacità di innovazione. Certo che tutti hanno sofferto, ma hanno sofferto dimostrando la capacità della nostra SCUOLA di innovare e di trovare soluzioni nuove, oltre alla capacità dei ragazzi di essere molto responsabili per sé e anche per tutti gli altri compagni”.

“Nella nostra normativa nazionale – ha detto Bianchi – le Regioni sono responsabili della Salute pubblica e quindi come tali hanno deciso di partire da una categoria o dall’altra.

Ma io devo rilevare una cosa: con la presenza del commissario Figliuolo in tempi, credo, non solo ristretti ma senza confronto in Europa, noi abbiamo vaccinato prima le persone tutte a rischio, gli anziani, poi progressivamente abbiamo individuato le altre fasce d’età. Siamo arrivati alla possibilità di vaccinare i ragazzi dai 12 anni e questo io credo che sia un grandissimo risultato”.

Noi abbiamo affrontato una sfida che ha preso tutto il mondo, con molte difficoltà, abbiamo progressivamente imparato e fatto nostro l’uso di tecnologie. Abbiamo visto anche il limite delle tecnologie, abbiamo visto in quest’epoca che sembrava tutta all’insegna della distanza quanto sia necessaria la presenza.

Per Bianchi quella che verrà “sarà una presenza diversa dal passato, in cui finalmente potremo apprezzare di più la condivisione e la socialità. Sarà una normalità in presenza in cui però useremo tutti gli strumenti perché non si butta via quello che abbiamo fatto.

A me piacerebbe questo, ad esempio: che nella nuova normalità i ragazzi di una SCUOLA di Napoli potessero condividere le loro attività con una SCUOLA del Piemonte, oppure che una SCUOLA di Napoli, di Milano o di Palermo, potessero condividere attività con una SCUOLA di Dusseldorf, di Praga o di Bratislava.

Mi piacerebbe che i nuovi strumenti potessero essere usati con la coscienza di avere nuovi strumenti, per cui io so scrivere – e saper scrivere è importante perché significa avere il controllo della parola – ma so usare anche un video, l’immagine, il suono, la musica.

Io credo che noi abbiamo di fronte una grandissima opportunità per il nostro Paese: dimostrare che anche dopo la sofferenza si può imparare, che vuol dire non solo apprendere ma cambiare noi stessi. Questo è un Paese che deve cambiare nel profondo, e il profondo è quello di diventare più orgogliosi di quelli che siamo”.