Bianchi presenta la sua nuova normalità per settembre

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Intervistato da Fanpage.it Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, ha spiegato le novità dell’esame di Stato, in programma a partire dal prossimo 16 giugno, e cosa aspetterà studenti e docenti a settembre, quando comincerà il nuovo anno scolastico, all’insegna di una normalità.

“Faccio un bilancio positivo, perché di fronte ad una emergenza globale, a qualcosa che non avevamo mai visto prima, la nostra SCUOLA ha reagito. E ha reagito anche con capacità di innovazione. Certo che tutti hanno sofferto, ma hanno sofferto dimostrando la capacità della nostra SCUOLA di innovare e di trovare soluzioni nuove, oltre alla capacità dei ragazzi di essere molto responsabili per sé e anche per tutti gli altri compagni”.

“Nella nostra normativa nazionale – ha detto Bianchi – le Regioni sono responsabili della Salute pubblica e quindi come tali hanno deciso di partire da una categoria o dall’altra.

Ma io devo rilevare una cosa: con la presenza del commissario Figliuolo in tempi, credo, non solo ristretti ma senza confronto in Europa, noi abbiamo vaccinato prima le persone tutte a rischio, gli anziani, poi progressivamente abbiamo individuato le altre fasce d’età. Siamo arrivati alla possibilità di vaccinare i ragazzi dai 12 anni e questo io credo che sia un grandissimo risultato”.

Per il ministro, “l’esame di Maturità è da sempre un momento fondamentale nella vita delle persone perché è quel rito che segna il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza, un momento che va vissuto con una certa intensità soprattutto quest’anno.

Noi abbiamo affrontato una sfida che ha preso tutto il mondo, con molte difficoltà, abbiamo progressivamente imparato e fatto nostro l’uso di tecnologie. Abbiamo visto anche il limite delle tecnologie, abbiamo visto in quest’epoca che sembrava tutta all’insegna della distanza quanto sia necessaria la presenza.

Ecco, i ragazzi vivano con grande intensità questo momento, che rimarrà nella loro storia personale e anche nella storia di questo Paese. Se ne sentano protagonisti fino in fondo”. Per Bianchi quella che verrà “sarà una presenza diversa dal passato, in cui finalmente potremo apprezzare di più la condivisione e la socialità. Sarà una normalità in presenza in cui però useremo tutti gli strumenti perché non si butta via quello che abbiamo fatto.

A me piacerebbe questo, ad esempio: che nella nuova normalità i ragazzi di una SCUOLA di Napoli potessero condividere le loro attività con una SCUOLA del Piemonte, oppure che una SCUOLA di Napoli, di Milano o di Palermo, potessero condividere attività con una SCUOLA di Dusseldorf, di Praga o di Bratislava.

Mi piacerebbe che i nuovi strumenti potessero essere usati con la coscienza di avere nuovi strumenti, per cui io so scrivere – e saper scrivere è importante perché significa avere il controllo della parola – ma so usare anche un video, l’immagine, il suono, la musica.

Io credo che noi abbiamo di fronte una grandissima opportunità per il nostro Paese: dimostrare che anche dopo la sofferenza si può imparare, che vuol dire non solo apprendere ma cambiare noi stessi. Questo è un Paese che deve cambiare nel profondo, e il profondo è quello di diventare più orgogliosi di quelli che siamo”.

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