Azzolina si definisce insegnante ma si comporta da estranea della scuola: noi abbiamo lavorato, ci stia lei in classe fino al 30 giugno

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Essere insegnante significa capire i colleghi e Azzolina tutto sta facendo meno che comprendere le difficoltà che noi abbiamo attraversato in questo anno scolastico. Lamenta di non essere stata compresa come ministra e come ministra a sua volta è lontana dalla condizione della scuola. Noi abbiamo lavorato e prolungare l’anno scolastico come se avessimo perso solo tempo, è un’atrocità.

L’insegnante che non va in ferie

Mai come quest’anno, in ferie non ci siamo andati, non ci andremo, non esiste pausa che possa ristorarci dal 2020 che come categoria abbiamo dovuto subire. Forse lei, comoda a viale Trastevere, oberata solo dalle decisioni da prendere, non immagina cosa significa ottenere l’attenzione di un ragazzino a casa, in pigiama, con mille distrazioni. Noi lo sappiamo e se prima eravamo avviliti ora rischiamo una crisi di nervi.

La scuola che vorrei? Non esiste

La scuola che vorrei oggi è fatta di un vero ritorno alla normalità e di certo non voglio prendermela con lei, ma con i suoi modi ed il suo tono si. Ci ripensi ministra Azzolina, ne va della salute di tutta la categoria.

Una insegnante

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