Alla fine il ministro Bianchi dà ragione ad Azzolina

Bianchi-Azzolina

“La Dad non e’ scuola, certo, ma l’alternativa era l’assenza della scuola, il vuoto totale”. Cosi’ Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, nel suo intervento a “Scuola Arte Cultura”, al teatro della Corte di Genova, in occasione del 2 giugno, festa della Repubblica.

“Abbiamo scoperto che la scuola non e’ dovuta. Che questa immensa tragedia serva a qualcosa, serva a ritrovare la scuola – ha detto il ministro – ‘Nell’inverno del nostro scontento’, abbiamo in realta’ fatto tanta di quella innovazioni come non avremmo mai fatto nella nostra vita, imparando a usare strumenti che oggi ci sembrano ovvi. Abbiamo trasformato, abbiamo imparato che una materia importante con cui esprimerci e’ il nostro telefonino. Abbiamo detto ai nostri ragazzi ‘Se non hai parole per dirlo, facci un video’ e abbiamo scoperto che sanno usare molto meglio questo strumento di connessione continua molto meglio di noi”.

Per Bianchi, la scuola nell’epoca di internet serve “a riscoprire la capacita’ critica, serve a riscoprire che lo smart tra te e il telefonino sei tu, tu che devi usare e dominare gli strumenti. La scuola ti deve insegnare a usarli“. Per il ministro la scuola “rischiava di essere l’ultima delle fabbriche del 900. Quella invece verso cui stiamo andando, insegna a tenere insieme anche cose che non si capiscono, che permettono di avere una visione, di capire dove tira il vento, di comprendere, tenere insieme lingue diverse. Non c’e’ piu’ l’enciclopedia, il libro di testo, ma ci sono metodi per comprendere: la scuola verso cui andiamo dara’ tanti metodi, tante lingue, come la musica, l’arte che da’ la capacita’ di capire in anticipo.

La scuola di oggi probabilmente perde pezzi – ha detto Bianchi – ma ne acquista di altri. Acquista anche l’idea che la Dad tornera’, ma come tornera’? Pensate la bellezza essere a Genova e fare collegamenti con una scuola in Sicilia. Pensate di fare una scuola voi e collegamenti con qualcuno che sta in Norvegia o in Sudamerica. Bisogna dominare gli strumenti, non esserne dominati. La dad e’ stata pesante perche’ ne eravamo dominati”.

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